Oggi ci svegliamo e tanto per cambiare piove…decidiamo quindi di andare a visitare una mostra fotografica, che ovviamente ha scovato Luca, alla National Galleries. Per arrivare prendiamo uno dei tanti autobus di linea, che in realtà corrisponde ad uno dei nostri pulmann gran turismo… La mostra riguarda foto del periodo 1918- 1945, per quel che me ne intendo di foto, sono belle, Luca è sicuramente più interessato.
Una volta usciti è finalmente venuto fuori il sole, corriamo subito a visitare il castello, sfruttando questa tregua del tempo che probabilmente è momentanea. C’è parecchia fila per entrare, e intorno a noi mi sembra ci siano solo italiani! Una volta entrati c’è una confusione tale che non si riesce a visitare niente con calma. Per fare una foto bisogna fare la fila come anche per affacciarsi alle mura e guardare il panorama. Il castello è sicuramente più suggestivo da fuori, lo giriamo velocemente e ce ne andiamo. Dopo questa bellissima esperienza…ne facciamo un’altra altrettanto sconcertante… Leggo sulla guida che c’è un museo chiamato Surgeons’ Hall, è descritto come “un’emporio di incredibili fatti e storie” che ovviamente attira una persona come me… In realtà non so per quale motivo questo posto sia segnalato sulla guida turistica perché è un museo di anatomia per studenti di medicina, infatti alla biglietteria ci scambiano per studenti, e non ci mettiamo molto ad accorgercene in mezzo a tutti questi resti di organi umani in salamoia, mani mozzate, piedi in cancrena e tanto altro che è meglio non descrivere… Visto che stasera è l’ultima del nostro viaggio, e visto che il tempo per una volta è clemente ci organizziamo per restare in giro fino a tardi e fare delle foto notturne della città. Di sera, quando si accendono i palazzi, Edimburgo è molto suggestiva ed elegante, riusciamo a vedere dal di fuori i fuochi d’artificio del Military Tatoo, che cambiano colore in continuazione ed illuminano intorno. Giriamo il centro in lungo ed largo, facendo foto a questa moltitudine di svariati personaggi, la cosa che non mi stancherò mai di ammirare qui è la piena libertà che hanno le persone, ognuno si veste e si concia nei modi più disparati ed assurdi e qui riesce a passare inosservato ed a non esser giudicato.
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