9 AGOSTO 2007: DOVER, LONDRA.

Stamattina ci alziamo veramente all’alba perché abbiamo poco tempo e vogliamo andare a vedere le scogliere, la colazione che ci viene preparata è degna di questo posto, e quindi parecchio buona,

 

carichiamo la nostra roba e ci dirigiamo verso il parco naturale di Dover.

Arriviamo talmente presto che non c’è nessuno, è chiusa anche la baracchina dove si fanno i biglietti per cui….non paghiamo.

Oltretutto la giornata non è bellissima per cui ci armiamo di impermeabili e ci avviamo a piedi nel parco naturale dove sono le famose bianche scogliere di Dover.

Seguiamo un sentierino che passa proprio sopra le scogliere, io sto attenta a stare tutta sulla sinistra, perché a destra c’è lo strapiombo e mi sento male solo a pensarci.

Camminiamo camminiamo, mi sembra di non arrivare mai al punto dove si possono ammirare per bene queste benedette scogliere, perché da sopra non è che si veda gran chè..

Nel frattempo viene fiori anche uno spiraglio di sole e questo ci convince ad avventurarci giù per un sentiero di rocce, fortuna che c’è un corrimano per aggrapparsi perché è veramente ripido, ed io con le mie scarpine da tennis ho paura di scivolare, per non parlare del fatto che con tutte ste rocce…ho paura delle vipere..

Ma noi temerari come non mai procediamo, e arriviamo fino in fondo, quasi su una piccola spiaggetta di rocce nere, dico quasi perché il punto in cui finisce il sentiero coincide con una lunghissima scala in ferro che porterebbe giù alla spiaggia.

E’ veramente alta e sinceramente non mi sento di farla, per cui ci fermiamo qui, punto da cui possiamo finalmente ammirare queste bellissime scogliere.

La risalita paradossalmente la facciamo più velocemente, convinti che se ci fermiamo non ripartiamo più..e arriviamo di nuovo sopra alle scogliere stanchi morti ma, ne è valsa la pena.

Nel tornare indietro cominciamo ad incontrare dei turisti e sorpresa delle sorprese….scopriamo solo al ritorno che c’era un centro di accoglienza per i turisti all’inizio del parco dove erano spiegati tutti i percorsi da fare a piedi….ma, noi che ci siamo buttati subito a camminare tagliando attraversando delle erbacce..(in effetti mi sembrava un po’ strano che la strada giusta fosse quella..) non l’avevamo visto.

Per fortuna ci accorgiamo leggendo la cartina, che abbiamo visto più o meno tutto quello che c’era da vedere.

Così a questo punto risaliamo sul maggiolone e andiamo al porto per fare quello che avevamo programmato di fare già da quando eravamo ancora sull’isola di Wight, ovvero : il Whitecliffs boat tour ( tour in barca delle scogliere di Dover)…..non l’avessimo mai fatto…

Ci avviciniamo titubanti, non c’è veramente nessuno ed il tempo è di nuovo brutto, pare che saremo gli unici a fare questo fantastico giro in barca…finchè pochi minuti prima della partenza arriva un pulmino guidato da quello, che poi scopriamo essere anche il capitano della barca, carico di vecchietti…

Quando finalmente partiamo ci rendiamo subito conto che, non è che la barca si allontani molto dal porto…anzi ci ritroviamo a fare un bel giro del porto, con vista su un enorme condominio marrone e dulcis in fundo, i cari vecchietti fanno mettere una musichetta che è la versione inglese del nostro liscio e si mettono a ballare! Poi il capitano della nave li fa mettere al volante e li fa guidare uno ad uno facendogli anche mettere in testa il berretto da marinaio!

La situazione diventa ancora più patetica perché io e Luca ci rendiamo conto che non siamo veramente mai arrivati davanti alle scogliere con la barca ma, siamo rimasti sempre più o meno dentro il porto…

Se avessimo saputo che il Whitecliffs Boat tour era solo una sorta di scuola di navigazione per anziani non avremmo mai speso dodici sterline…e soprattutto mi viene una gran nostalgia perché sull’isola di Whigth avevamo deciso di non fare il giro in barca per poterlo fare qui…

Siccome abbiamo ancora un po’ di tempo, per riscattarci decidiamo di andare a cercare la baia di St. Margareth, che dai depliant sembra davvero bella con le sue rocce enormi e le spiagge bianche.

Ma evidentemente non è destino perché giriamo a vuoto seguendo le indicazioni stradali e perdiamo un sacco di tempo per cui alla fine decidiamo di cominciare il nostro ultimo tragitto in macchina verso l’aeroporto di Gatwich dove dobbiamo lasciare il nostro maggiolone.

Il poco tempo che ci rimane prima di dover lasciare la macchina che ci ha accompagnato in questi giorni mi sembra irreale, non me ne rendo fino a quando arrivati alla Hertz dobbiamo svuotare per sempre il sedile posteriore dalle nostre cartacce.

C’incamminiamo così verso il treno che ci porterà a Londra per passare gli ultimi due giorni del nostro viaggio, e quando arriviamo alla stazione di Victoria con i nostri valigioni e la gente frettolosa in metropolitana ci travolge, cominciamo davvero a sentire la mancanza di quei meravigliosi paesaggi della Cornovaglia.

Arriviamo a sera al nostro hotel, il Westbury Kensiton, che si trova nel quartiere Earl’s Court, con nelle orecchie questo continuo vociare a cui non eravamo più abituati, e quando ci danno finalmente ci danno la chiave della camera scopriamo che la nostra stanza è esattamente un metro per metro, ma è assurdo!

Il bagno invece sarà sui cinquanta centimetri più il buco per la doccia..e l’unica finestra del nostro buco si affaccia su un muro!

Non è che pretendiamo la stanza stupenda della sera prima a Dover ma, il letto è piccolissimo sarà una piazza e mezzo…pazzesco..!

Il fatto poi che la stanza si trovi in un angolo angusto dove c’è solo lei lontano dalle altre che si trovano in un’altra ala mi fa pensare che una volta fosse adibita a sgabuzzino…

Ma non vogliamo certo litigare e passare per i soliti italiani che non capiscono un tubo d’inglese…per cui visto che dobbiamo stare qui solo fino a domenica soprassediamo e andiamo a finire la giornata al Burgher King…

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